
L’allarme lanciato da Giovanni Gardini, amministratore delegato del Palermo, suona forte e chiaro: «Entro il 31 marzo dobbiamo avere la convenzione firmata, altrimenti non possiamo garantire di spendere altri soldi per lo stadio». Un monito che non può essere ignorato, perché senza un accordo chiaro sulla gestione del “Renzo Barbera”, il City Football Group potrebbe «fermarsi e fare altre valutazioni». Intervenuto a Radio Serie A/RDS, Gardini ha ribadito che la proprietà non può continuare a investire a fondo perduto per colmare le lacune accumulate negli ultimi trent’anni. La soluzione è una sola: una convenzione che permetta al club di prendere in mano direttamente la gestione dell’impianto, per evitare che vada in rovina. «Altrimenti, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di spiegare alla città e ai tifosi che bisogna fare diversamente», ha aggiunto l’ad rosanero.
La situazione attuale
Come riportato da Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, le interlocuzioni con il Comune e la Regione per la ristrutturazione dello stadio sono iniziate con l’arrivo della proprietà arabo-inglese, tra iniziali sorrisi e disponibilità, ma con il tempo si sono scontrate con ostacoli burocratici e non solo. Oggi, il problema più immediato è il rinnovo del certificato di idoneità statica del Barbera, che scadrà il 18 marzo e senza il quale lo stadio rischia la chiusura. Servivano lavori per 3 milioni di euro, già finanziati dalla società nonostante non fosse un suo obbligo diretto. Ma è solo l’inizio: lo stato dell’impianto richiede interventi più profondi e il City Football Group ha deciso che senza un accordo definitivo, non investirà più.
Il Corriere dello Sport sottolinea che il Consiglio Comunale adesso ha in mano la partita: una bozza di accordo esiste, ma serve un’accelerazione, perché il rischio è concreto. Se l’iter non verrà sbloccato in tempo, la gara interna contro la capolista Sassuolo del 6 aprile potrebbe giocarsi a porte chiuse. Gardini è ottimista, ma avverte: «Tutti devono correre contro il tempo. Bisogna mettere i tifosi nella condizione di andare allo stadio e viverlo in maniera consona».
L’obiettivo Serie A
La questione stadio si intreccia con un’altra priorità: la promozione in Serie A. Il Palermo, tra difficoltà e risultati sotto le aspettative, deve rialzare la testa per centrare l’obiettivo. Vannini, sulle pagine del Corriere dello Sport, evidenzia come Gardini abbia riconosciuto alcuni errori commessi, ma allo stesso tempo ribadito l’ambizione del club. «Vogliamo andare in Serie A perché ogni stagione in B costa molto di più alla proprietà», ha spiegato l’ad rosanero. «I tifosi sono una forza incredibile per questa piazza, ci hanno sempre sostenuto, anche criticato duramente, ed è giusto così. Ma chiedo loro di restarci vicini, perché vogliamo regalare a Palermo le soddisfazioni che merita».
Tra ambizioni sportive e il nodo stadio, il club è a un bivio cruciale. Tocca alla politica muoversi in fretta, altrimenti il rischio è quello di compromettere non solo il presente, ma anche il futuro del Palermo.