Otto partite per cambiare il destino. È questa la sfida che attende Roberto Breda e la Salernitana, alla ricerca di una rimonta che possa riscrivere una stagione complicata. Come racconta Pasquale Tallarino su Il Mattino, il tecnico granata è chiamato a replicare lo spirito di quelle primavere che, da giocatore e da allenatore, ha già affrontato con il cuore e con i nervi saldi.

Nel rush finale del campionato di Serie A 1998/99, Breda era parte di quella Salernitana che sfiorò una clamorosa salvezza, chiudendo con quattro vittorie casalinghe di fila contro Inter, Bologna, Juventus e Vicenza. Da quella squadra imparò che la differenza, spesso, sta nei dettagli: un rigore, una deviazione, una disattenzione. Un concetto che oggi, da allenatore, ha ripetuto più volte: “punto su, punto giù”, e tutto può cambiare.

Ma oggi non c’è solo il professionista sulla panchina dell’Arechi: c’è il tifoso. Breda ha rifiutato offerte, come quella dell’Avellino, per rispetto verso Salerno. Ora è tornato per combattere, da tecnico e da uomo legato a una città e a una maglia.

Il modello è già scritto: serve il Breda del 2011 e del 2023
Il tecnico veneto ha già dimostrato in carriera di saper affrontare finali di stagione ad alta tensione. Come nel 2011, quando – alla guida della Salernitana in Serie C – costruì una volata playoff iniziata proprio dopo un periodo buio. Oppure nel 2023 con la Ternana, quando vinse le ultime due partite della stagione regolare in Serie B, rilanciando i rossoverdi verso i playout.

Anche stavolta il punto di svolta potrebbe essere stato Carrara, dove dopo la sconfitta la squadra ha stretto un nuovo patto nello spogliatoio. Breda ha scelto un undici titolare da ruotare il meno possibile, affidandosi a un blocco compatto, fisicamente in crescita grazie al lavoro del preparatore Matarangolo, che ha rivisto carichi e cicli per far volare la squadra proprio tra fine marzo e aprile.

Calendario difficile, ma un precedente incoraggiante
Otto giornate. Come nel 2022, quando la Salernitana risorse dalle ceneri con 15 punti che valsero una storica salvezza, la prima dell’era Iervolino. Quel percorso partì da Marassi contro la Sampdoria. E oggi, il calendario si chiuderà ancora con i blucerchiati. Un segno del destino? Forse. Ma, come ricorda Tallarino su Il Mattino, la salvezza va costruita prima, senza affidarsi ai miracoli dell’ultima giornata.

La volata è partita. Adesso, per Breda e la Salernitana, è tempo di correre. Ora o mai più.