“Il gruppo Juventus non esisteva, tra giocatori neanche ci salutavamo”: la verità è difficile da digerire | Odio bianconero

Juvenuts/ fonte X- ilovepalermocalcio.com
Confessione incredibile di un ex calciatore bianconero, che ha spiegato la situazione non proprio idilliaca vissuta nello spogliatoio.
Nel calcio, il talento individuale può fare la differenza, ed è di sicuro un qualcosa di veramente importante, ma è il gruppo a determinare il successo di una squadra. Un team affiatato è più forte di una somma di singoli giocatori, perché la coesione, la collaborazione e la fiducia reciproca permettono di affrontare le sfide con maggiore efficacia.
La comunicazione è essenziale: i giocatori devono capirsi al volo, anticipare le mosse dei compagni e coprirsi a vicenda. Questo aspetto diventa ancora più evidente nei momenti difficili, quando un gruppo unito può superare sconfitte e difficoltà, trasformandole in opportunità per migliorarsi. L’allenatore gioca un ruolo chiave nel creare un ambiente armonioso, favorendo la motivazione e l’integrazione di ogni membro. Anche le grandi squadre della storia dimostrano che la vittoria non dipende solo dai fuoriclasse, ma da un sistema ben organizzato, in cui tutti danno il massimo per il bene collettivo.
Lo stesso però non si può dire di una Juventus di qualche anno fa, che seppur ha vinto praticamente di tutto, non era affatto unita. Di recente infatti un ex calciatore bianconero ha portato a galla tutta la verità, confessando che tra di loro i giocatori non si salutavano nemmeno.
Altro che gruppo affiatato
In quel di Torino sono tanti i calciatori che sono passati e hanno indossato la maglia bianconera. Molti di loro hanno ottenuto un posto importante però nella storia juventina.
Tra questi c’è di sicuro Cesare Prandelli, che sebbene non sia stato quasi mai un punto fisso della squadra, ha contribuito in maniera importante a tanti trionfi. Ed è stato proprio lui che di recente ha svelato un clamoroso dettaglio proprio su quegli anni bianconeri.

”Manco ci salutavamo…”
“Degli anni con la Juve ricordo un gruppo che non è mai stato unito. C’erano i giovani, gli intermedi e i senatori. Ma quando si scendeva in campo diventavamo una cosa sola. Poi dopo la partita manco ci salutavamo. Nel tempo, nella mia carriera, quando sentivo e sento ancora parlare di gruppo facevo fatica a raccontare di quegli in anni”.
Così Prandelli ai microfoni di La Stampa. Una rivelazione incredibile ma nemmeno troppo, e che comunque non inorridisce più di tanto: se si vince va bene anche non avere un gruppo unito.