Giornale di Sicilia: “Palermo, il finale thrilling ormai è un’abitudine”

Un altro finale da brividi, anche se stavolta senza conseguenze. Il gol di Amatucci al 91’ ha riaperto, seppur solo per un attimo, una partita che il Palermo sembrava aver archiviato. Non è arrivato il consueto psicodramma, ma le crepe nella gestione dei finali di gara restano evidenti, come sottolinea Alessandro Arena sul Giornale di Sicilia.

Ancora una volta, i rosanero hanno faticato a chiudere i conti e a mantenere alta la concentrazione. L’azione del gol è emblematica: Amatucci, alto 172 cm, ha potuto colpire di testa liberissimo, tra due avversari ben più strutturati fisicamente, come Baniya (194 cm) e Blin (184 cm). Un errore di marcatura che ha fatto riaffiorare vecchi fantasmi, anche se stavolta Dionisi e i suoi sono riusciti a gestire con sangue freddo gli ultimi istanti.

Eppure, guardando l’andamento della partita, il Palermo ha giocato un primo tempo tra i migliori della stagione, per intensità, qualità e organizzazione. Dopo l’intervallo, però, è calata drasticamente l’efficacia offensiva e la lucidità nelle scelte. I rosa si sono progressivamente abbassati, rinunciando a tenere palla e lasciando campo alla Salernitana, che fino al gol finale aveva prodotto poco: un gol annullato a Tongya per fuorigioco, una traversa involontaria di Verde e poco altro.

Come evidenzia ancora Arena sul Giornale di Sicilia, l’unico squillo offensivo del Palermo nella ripresa è arrivato da Segre, con un tiro debole dal limite. Troppo poco per una squadra che ambisce ai playoff. La tendenza a schiacciarsi e soffrire nei secondi tempi non è nuova: era già accaduto contro Brescia, Modena, Carrarese all’andata, Spezia, Mantova e Cremonese nel ritorno.

Il gol subito nel recupero, nono stagionale dopo l’85’, è solo il primo ininfluente: gli altri otto sono costati punti. L’azione è nata da un contropiede mal gestito da Vasic, seguito da un controllo errato di Diakité – su cui Dionisi ha anche invocato un fallo – e dal cross perfetto di Corazza per la testa di Amatucci.

Un episodio che dovrà far riflettere. Perché nella volata finale, ogni dettaglio può fare la differenza. E contro il Sassuolo di Grosso, già domenica, non ci sarà margine per cali di attenzione. Serve più concretezza, più freddezza. E, soprattutto, la consapevolezza che partite vinte a metà non esistono.