Una vittoria pesante, ma soprattutto una prestazione che certifica che il Palermo è ancora vivo. All’Arechi arrivano tre punti d’oro, conquistati con merito e qualità, che proiettano i rosanero al settimo posto in classifica. Sorpassato il Bari (ko con la Carrarese) e agganciato il Cesena a quota 42, con Juve Stabia e Catanzaro adesso distanti quattro lunghezze.

“È una vittoria che sotterra qualunque discorso legato ai playout – scrive Luigi Butera sul Giornale di Sicilia – perché il vantaggio a sette giornate dalla fine dovrebbe rassicurare anche i tifosi più pessimisti”.

Primo tempo dominato, poi resistenza: prova di maturità

Il Palermo costruisce tutto nella prima frazione, probabilmente la migliore della stagione, giocata con un’intensità e una brillantezza mai viste dall’inizio del campionato. La squadra di Dionisi ha travolto la trequarti campana con continui scambi a centrocampo, sovrapposizioni sugli esterni e gli inserimenti centrali dei difensori.

Protagonisti assoluti Brunori e Pohjanpalo, autori dei due gol decisivi. Il capitano sblocca al 27’ con un tiro a giro perfetto, poi confeziona l’assist per il raddoppio del finlandese al 40’. “Il Palermo ha giocato con la testa giusta e ha dimostrato segnali evidenti di ripresa fisica. Segno che la sosta è stata utilizzata bene”, sottolinea Butera.

La risposta che serviva dopo la Cremonese

Il successo di Salerno cancella le nubi emerse dopo il tonfo interno contro la Cremonese e spegne le voci sull’eventuale esonero di Dionisi. “La Salernitana – ricorda Butera – era data in salute con 10 punti raccolti nelle ultime quattro gare casalinghe, ma il Palermo l’ha messa subito sotto. I campani non l’hanno mai presa e in area hanno trovato un muro invalicabile in Magnani, ben supportato da Baniya e Ceccaroni”.

Dionisi, scelta tattica vincente: Segre trasforma il modulo

L’assenza di Verre non ha portato a rivoluzioni tattiche, ma ha permesso a Dionisi di confermare il 3-4-2-1, adattandolo però alle caratteristiche dei suoi. Segre ha agito in una posizione ibrida tra trequartista e mediano, trasformando spesso il modulo in un 3-5-2 fluido ed efficace. Senza un vero regista (con Ranocchia ancora in panchina), Blin e Gomes hanno garantito equilibrio e intensità, mentre la palla ha viaggiato rapida e precisa come raramente si era visto.

“Un Palermo che sorprende, anche perché la Salernitana si aspettava una squadra attendista e invece si è trovata travolta”, aggiunge il Giornale di Sicilia.

Secondo tempo di sofferenza, ma il muro regge

Nella ripresa Breda inserisce Tongya, che accende i padroni di casa: sfiora il gol in rovesciata e poi lo trova, ma il VAR annulla per fuorigioco. Verde colpisce la traversa, Amatucci accorcia nel recupero, ma il Palermo tiene botta e resiste fino al triplice fischio. “È sembrato per un attimo di rivivere lo scenario di La Spezia – sottolinea Butera – ma stavolta la beffa è stata evitata”.

Settimana di pace per Dionisi, con un Sassuolo da affrontare

Tre punti che riportano serenità e che rilanciano i rosanero nella griglia playoff. Domenica al Barbera arriverà la capolista Sassuolo, che potrebbe già festeggiare la promozione: sarà il banco di prova per capire se questa vittoria non sia solo un fuoco di paglia.

“Il Palermo ha dimostrato che può ancora dire la sua – conclude Luigi Butera – e che, con la testa e le gambe giuste, può ancora scrivere un finale diverso”.