È stato il Maradona della Juventus: Mondiale, Pallone d’oro e poi… il brutto male se l’è portato via | Un pezzo di storia bianconera

Maradona/ fonte Facebook- ilovepalermocalcio.com
Un idolo bianconero, il Maradona della Juve: dopo il Mondiale e il pallone d’oro se n’è andato per colpa di un brutto male.
Nel mondo del calcio nel corso degli ultimi tempi abbiamo purtroppo assistito a diversi lutti. Uno dei più recenti è quello che ha visto la scomparsa di Totò Schillaci, che se n’è andato a causa di un brutto male con cui combatteva da tempo. Qualche anno fa invece la stessa sorte è purtroppo toccata a Gianluca Vialli, Paolo Rossi e Sinisa Mihajlovic.
È ovvio che nel corso degli anni ancora precedenti, tantissimi altri giocatori hanno avuto lo stesso tremendo destino. E uno di questi è stato ad esempio quello che veniva definito il Maradona della Juventus.
Dopo il Pallone d’oro, il Mondiale e una gloriosa storia con la Vecchia Signora, il giocatore se n’è andato a causa di un brutto male.
Un triste addio ad un pezzo di storia juventina
Sono trascorsi ormai 20 anni dalla scomparsa di uno dei calciatori più forti di sempre. Omar Sivori, il 17 febbraio del 2005, moriva a causa di un male incurabile al pancreas ad appena 69 anni, e seppelliva un pezzo di storia della Juve e di tutto il mondo del calcio.
Era un calciatore di altra categoria, tanto da essere definito il Maradona prima di Maradona. Con i bianconeri ha giocato per 8 anni prima di trasferirsi proprio al Napoli, dove non avrà però la stessa fortuna. Il fuoriclasse ha avuto una carriera di grande successo, ottenendo numerosi riconoscimenti sia a livello di squadra che personali.

Una carriera invidiabile
Nel corso della sua carriera Sivori ha vinto tanto. In particolare sono stati i campionati con Juventus e River Plate ad arricchire la sua bacheca. A livello internazionale ha vinto invece una Coppa America con l’Argentina, oltre ad aver preso parte anche ai Mondiali di calcio.
Bisogna ricordare che El Cabezon, soprannome che gli era stato affibbiato per la sua testa grossa, ha giocato sia con la nazionale albiceleste che con quella italiana, a causa del regolamento dell’epoca che permetteva tali cambi di selezione. Da non dimenticare poi il suo più grande successo personale, ovvero il pallone d’oro del 1961, che lo ha inserito di diritto nell’olimpo dei più grandi di sempre.