PALERMO – A quindici giorni dal caos seguito alla sconfitta con la Cremonese, Alessio Dionisi rompe il silenzio. Lo fa dopo essere stato praticamente messo alla porta e poi riaccolto in panchina, a causa dell’assenza di alternative concrete e del poco tempo per cambiare rotta. Una situazione surreale, gestita con l’equilibrio di sempre da un tecnico che, come sottolinea Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, sembra aver scelto la via della coerenza metodologica, anche se non è chiaro quanto questa rigidità paghi davvero.

“Se fossi io l’unico problema, la decisione sarebbe stata già presa”, ha detto Dionisi, ribadendo di sentirsi costantemente in discussione, ma senza voler creare alibi. Evita accuratamente di tornare sulla riunione-fiume che ha portato alla sua conferma, preferendo spostare il focus sul campo e su una reazione attesa nella delicata trasferta di Salerno.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Dionisi sottolinea come le responsabilità per una stagione fin qui deludente siano da dividere: «In settimana ho visto bene i ragazzi, per me conta solo quello». Il tecnico conferma di sentire la squadra compatta e ribadisce la necessità di affrontare le partite con maggiore serenità, liberandosi dal peso del “dover vincere a ogni costo”.

C’è spazio anche per qualche dettaglio interno, come la visita dell’avvocato Galassi – membro del CdA – per motivare il gruppo: «Il messaggio ricevuto è importante, ma va portato in campo, ed è lì che si complica tutto. A volte perdiamo la testa nei finali, ma io continuerò a sostenere i miei ragazzi».

Sul fronte delle scelte, Dionisi dovrà rinunciare a Di Francesco, fermato da un fastidio muscolare, ma ritrova Di Mariano, convocato per la prima volta nel 2025: «Non escludo che possa anche partire titolare». Respinge poi le critiche sulla tenuta atletica: «I test della sosta dicono che stiamo meglio di prima. I crampi contro la Cremonese? Incide anche l’ansia da prestazione. Ma il problema vero è che prendiamo troppi gol».