Corriere dello Sport: “Brunori a Palermo per sempre”

La punta sta trattando col club per il prolungamento: diventerà una “bandiera” dei rosanero

Nel caos di un Palermo ancora alla ricerca di identità e continuità, una certezza è tornata a illuminare il presente rosanero: Matteo Brunori. Come osserva Paolo Vannini sul Corriere dello Sport, il rapporto tra il capitano e il club, dopo aver sfiorato la rottura, sembra aver trovato nuova linfa, ripartendo su basi più solide e funzionali agli obiettivi della squadra. E oggi, che dovrebbe contare soprattutto questo, Brunori è tornato al centro del progetto.

Con sei gol messi a segno finora, è di nuovo il capocannoniere della squadra, superando l’interregno realizzativo di Insigne prima e Le Douaron poi. Come fa notare Vannini, la sua media realizzativa è tornata in linea con quella delle prime due stagioni in Serie B: circa un gol ogni due partite. Il girone d’andata, condizionato da sole cinque presenze da titolare e pochi minuti in altre apparizioni, ha inevitabilmente pesato sulle sue statistiche. Eppure, il confronto è chiaro: in due anni con oltre 35 presenze a stagione, ha sempre chiuso con 17 reti.

Il numero 9 rosanero, secondo Vannini, rappresenta quasi un simbolo delle contraddizioni vissute dal Palermo quest’anno. Ma è anche il protagonista di una nuova fase: con la conferma di Dionisi in panchina – simile a quanto avvenne con Corini, ormai ai margini del tifo – serve una reazione netta da parte del gruppo. A Salerno, l’obiettivo è evitare una replica del tonfo di Pisa della passata stagione. È una questione di orgoglio, certo, ma anche di prospettive per il club, per la città e per gli stessi calciatori.

Sul legame tra Brunori e il Palermo, ormai, non ci sono più dubbi. Il suo attaccamento è evidente, tanto che – come riporta ancora il Corriere dello Sport – la società starebbe lavorando al prolungamento del suo contratto, in scadenza nel 2027. Un passaggio che avrebbe anche una ricaduta tecnica importante: dalla prossima stagione, l’attaccante entrerà ufficialmente tra i “giocatori bandiera”, essendo tesserato da più di quattro anni con lo stesso club, con il conseguente vantaggio di non occupare un posto tra gli over in rosa.