Rubrica, “La dolce metà di…” Rigoni. Parla Giada: «Abbiamo voluto fortemente Palermo, qui stiamo bene. Vi racconto Luca fuori dal campo…»

Quarto appuntamento con la nostra rubrica dedicata alle dolci metà dei calciatori rosanero. Oggi è il turno di Giada, moglie del centrocampista Luca Rigoni. In un pomeriggio di sole primaverile, ci ha accolti nella sua casa a Palermo per raccontarci aneddoti, retroscena e curiosità sulla vita familiare e sul rapporto con la città.

Giada, partiamo dall’inizio: come vi siete conosciuti?
«Ci ha presentati un amico in comune a Verona. All’inizio è scattato il colpo di fulmine… ma solo per lui! (ride). Io ho ceduto dopo un po’, lui è stato molto bravo a corteggiarmi: messaggini, fiori raccolti per strada, è un uomo d’altri tempi».

Poi il matrimonio e l’arrivo di Tommaso. Che papà è Luca?
«Meraviglioso. Lo hai visto poco fa: lo porta all’asilo, gioca con lui, cambia pannolini. È presente in tutto. Ha mille difetti, ma come papà è davvero perfetto!».

E come uomo? Pregi e difetti?
«Ha dei valori fortissimi, è sincero, leale, umile. Ma ha la testa dura: è molto testardo e fatica ad ammettere quando sbaglia. Però forse è anche un pregio, dipende dai punti di vista».

Il calcio porta spesso Luca lontano da casa. Come lo vivi?
«Sì, tra ritiri e trasferte sta via spesso, ma tutto sommato siamo fortunati. Trascorriamo tanto tempo insieme: pranziamo ogni giorno, facciamo passeggiate. Solo il ritiro di luglio mi pesa davvero, ma cerco di vederlo come un’occasione per riavvicinarci ancora di più».

A Palermo Luca si è trasformato in goleador. Quanto ha influito il cambio di ruolo?
«Tanto! Prima era più arretrato, recuperava palloni. Qui, con Vazquez e Dybala al suo fianco, riesce a sfruttare meglio le sue doti. Si adatta a tutto, ma adesso ha trovato il suo spazio ideale».

Segui sempre le sue partite?
«Sempre. Allo stadio quando posso, altrimenti in tv. Ho fatto anche qualche trasferta: sono stata a Bergamo, andrò a Sassuolo. E anche Tommy lo segue! Quando lo vede in tv esclama: “Papà, Luca… vieni qua!” (ride)».

Parliamo di calcio in casa: prima eravate interisti…
«Sì, ma adesso siamo tifosi del Palermo (ride). Seguivo poco il calcio prima, ma adesso non mi perdo una partita. E poi mio padre è presidente di una squadra, quindi in famiglia si è sempre respirato calcio».

Come è stato il primo impatto con Palermo?
«Positivo. Volevamo venire qui da almeno due anni. Amo la Sicilia, ho amici palermitani e la città mi ha sempre affascinata. È diversa da Verona, ma ci troviamo benissimo».

E le differenze tra nord e sud?
«Una su tutte: il traffico! A Palermo guidare è un’avventura. E il peggio è che avete contagiato anche Luca! Ora guida così anche al nord… (ride)».

Cibo siciliano: cosa amate di più?
«Io adoro la pasta al forno con gli anelletti. Luca impazzisce per i cannoli. E poi panelle, arancine… mangiamo tutto. Anche da noi a Verona si mangia tanto, ma qui il cibo è speciale».

Cosa fate nel tempo libero?
«Appena possiamo andiamo al mare o a scoprire la Sicilia. Siamo stati ad Agrigento, Cefalù, Taormina. Vorrei visitare Catania… ma forse è meglio di no, sai com’è (ride)».

Un luogo in cui avresti voluto vivere grazie al lavoro di Luca?
«Firenze. Ci ho studiato, è una città meravigliosa. Sarebbe bello tornarci un giorno, magari quando Luca smetterà di giocare».

E se un giorno Tommy volesse seguire le orme del papà?
«Mi piacerebbe tanto. Ma deve essere una sua scelta, io lo lascerò libero di decidere».

Rapporti con le altre mogli dei calciatori?
«Molto buoni. Siamo molto amici con i Della Rocca, io e Michela siamo legatissime. Usciamo anche con i Maresca e i Vitiello. E poi ho anche amici al di fuori del calcio».

Vuoi dire qualcosa ai tifosi rosanero?
«Grazie di cuore per tutto l’affetto che ci dimostrate ogni giorno, anche sui social. Ci sentiamo a casa. Continuate così: noi vi portiamo nel cuore».

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